Prendi la fotocamera. Il tavolo diventa uno studio.
Greyboard ha sette preset fotografici: Studio scuro, Vista aerea, Sera, Mondo bianco, Luce dura in bianco e nero, Occhio di bue e Sezione. Ognuno imposta un fondale senza fine, una luce principale, l’angolo della fotocamera e la resa. Gli obiettivi vanno da 35 a 135 mm, oppure assonometria, e ogni scatto è reso a 3000 px, qualunque sia lo schermo.
Come appare un plastico con le luci da studio?
Ogni plastico e terreno qui è stato costruito sul tavolo di Greyboard e fotografato nel suo studio; le ultime tre foto mostrano lo stesso terreno in tre preset.
Quale preset per quale plastico?
| Preset | Fondale | Luce principale | Inquadratura | Ideale per |
|---|---|---|---|---|
| Studio scuro | grigio scuro #323337 o un gradiente caldo | morbida, dall’alto a sinistra, 4700 K; luce calda nelle stanze vetrate | tre quarti, da 30–40°, focale lunga | kraft e legno, un’atmosfera serale tranquilla |
| Mondo bianco | bianco #FEFEFE | luce diurna diffusa, 5600 K | assonometria | cartoncino bianco, volumi nel contesto |
| Luce dura in bianco e nero | nero #040404 | una sola luce dura a circa 20° sull’orizzonte, da dietro | da vicino, dall’alto, in bianco e nero | terreni: ogni curva di livello proietta una striscia |
| Vista aerea | quasi nero, caldo #2C2926 | morbida e diffusa; luce calda nelle aperture | 50–60°, quasi una pianta | plastici del lotto e masterplan |
| Sera | quasi nero | debole e fredda; interni caldi e luminosi | rialzata, più grandangolare, in prospettiva | edifici vetrati al crepuscolo |
| Occhio di bue | gradiente #050509 → #403A41 | un fascio stretto dall’alto, vignettatura | frontale, a metà altezza | torri e involucri a lamelle |
| Sezione | nero #000000 | morbida, frontale sul piano di sezione | perpendicolare al piano di sezione | plastici in sezione |
Un preset è un punto di partenza: direzione e altezza della luce, morbidezza delle ombre e obiettivo si possono cambiare, e Greyboard li ricorda.
Perché una sola luce e un fondale senza fine?
Un plastico si legge dai bordi. Una sola luce principale, bassa quanto basta per radere i fogli, mette un’ombra sotto ogni strato e mostra lo spessore: è da lì che si capisce che è un plastico. Il fondale senza fine, il limbo dei fotografi, toglie la linea dell’orizzonte e lo sguardo resta sulla base.
Il resto lo fa la profondità di campo. Uno sfocato morbido verso il bordo lontano dice subito che l’oggetto è piccolo e fatto a mano, proprio come una macro di un plastico vero.
Come si fotografa un plastico architettonico?
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Prendi la fotocamera
Tocca la fotocamera sul treppiede. In 700 ms il tavolo diventa uno studio: il fondale compare, la lampada e il treppiede svaniscono, la luce passa al preset.
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Scegli un preset
Studio scuro per kraft e legno, Mondo bianco per il cartoncino bianco, Luce dura in bianco e nero per i terreni. Vista aerea guarda il lotto dall’alto; Sezione guarda di fronte il piano di sezione.
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Sposta la luce
Imposta direzione e altezza della luce principale e la morbidezza delle ombre. Una luce bassa disegna ogni bordo delle curve di livello; una luce alta li appiattisce.
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Gira la base e scegli l’obiettivo
Con due dita giri il piatto girevole. Il 35 mm abbraccia tutto il lotto; l’85 o il 135 mm schiacciano la prospettiva, come una focale lunga su un plastico vero; l’assonometria la elimina del tutto.
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Scatta
Il mirino è 3:2 in orizzontale e 4:5 in verticale. L’otturatore scurisce la vista per un istante e lo scatto viene reso a 3000 px.
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Tieni la stampa
Quando torni al tavolo, lo scatto è un foglio di carta fotografica, sovrapposto al precedente. Toccalo per salvare il PNG: su iPad si apre Condividi, sul computer parte il download.
La foto corrisponde al plastico che taglierai?
Per la geometria, sì. Ogni parete nella foto è una lastra con il suo spessore reale, e le stesse lastre vanno al laser o al taglierino: la foto non è mai il render di qualcosa che non si può costruire. Il colore e la grana fine di ogni foglio seguono la palette del materiale; il kraft e il tiglio veri cambiano un po’ da foglio a foglio.
Domande sulle foto
Questi plastici sono davvero fatti in Greyboard?
Sì. Ogni plastico e terreno di questa pagina è stato costruito sul tavolo di Greyboard e fotografato con i preset del suo studio.
Qual è lo sfondo migliore per fotografare un plastico?
Un fondale senza fine, così non c’è la linea dell’orizzonte: scuro per kraft e legno, bianco per il cartoncino bianco, nero per i terreni in luce dura.
Posso cambiare la luce dopo aver scelto un preset?
Sì. Direzione e altezza della luce, morbidezza delle ombre e obiettivo (35, 50, 85 o 135 mm, oppure assonometria) si possono cambiare, e lo studio li ricorda.
Posso salvare le foto?
Sì. Ogni scatto è un PNG da 3000 px. Tocca la stampa sul tavolo: su iPad va in Foto o in File, sul computer si scarica.
Gira un po’ la base. Poi scatta.
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