Prendi la fotocamera. Il tavolo diventa uno studio.

Greyboard ha sette preset fotografici: Studio scuro, Vista aerea, Sera, Mondo bianco, Luce dura in bianco e nero, Occhio di bue e Sezione. Ognuno imposta un fondale senza fine, una luce principale, l’angolo della fotocamera e la resa. Gli obiettivi vanno da 35 a 135 mm, oppure assonometria, e ogni scatto è reso a 3000 px, qualunque sia lo schermo.

Un lungo edificio scolastico in scala 1:200 che procede a zig-zag su un pendio di strati di cartonpiuma bianco da 5 mm: cinque ali in cartonpiuma da 3 mm, ognuna alla sua quota, su pilotis dove il terreno scende, con alberi e figure bianchi. Preset Mondo bianco.
Una casa di famiglia con laboratorio in scala 1:100, tutta in cartone kraft da 2 mm su una base kraft A3, con acrilico da 1 mm nelle finestre: il frontone su strada della casa e la testata del laboratorio sono schermi forati, con una corte murata, una tettoia su quattro pilastri e un’auto in scala. Preset Studio scuro.
Un piccolo rifugio su un poggio di strati di kraft da 3 mm, in scala 1:100: tre padiglioni in cartoncino bianco da 2 mm con gli angoli arrotondati girano intorno a un tamburo di doghe di tiglio da 1,5 mm aperto al cielo, su impalcati e pilastri di tiglio, dentro un anello di alberi lamellari. Preset Studio scuro.

Quale preset per quale plastico?

I sette preset fotografici: fondale, luce principale, inquadratura e a cosa servono
PresetFondaleLuce principaleInquadraturaIdeale per
Studio scuro grigio scuro #323337 o un gradiente caldo morbida, dall’alto a sinistra, 4700 K; luce calda nelle stanze vetrate tre quarti, da 30–40°, focale lunga kraft e legno, un’atmosfera serale tranquilla
Mondo bianco bianco #FEFEFE luce diurna diffusa, 5600 K assonometria cartoncino bianco, volumi nel contesto
Luce dura in bianco e nero nero #040404 una sola luce dura a circa 20° sull’orizzonte, da dietro da vicino, dall’alto, in bianco e nero terreni: ogni curva di livello proietta una striscia
Vista aerea quasi nero, caldo #2C2926 morbida e diffusa; luce calda nelle aperture 50–60°, quasi una pianta plastici del lotto e masterplan
Sera quasi nero debole e fredda; interni caldi e luminosi rialzata, più grandangolare, in prospettiva edifici vetrati al crepuscolo
Occhio di bue gradiente #050509 → #403A41 un fascio stretto dall’alto, vignettatura frontale, a metà altezza torri e involucri a lamelle
Sezione nero #000000 morbida, frontale sul piano di sezione perpendicolare al piano di sezione plastici in sezione

Un preset è un punto di partenza: direzione e altezza della luce, morbidezza delle ombre e obiettivo si possono cambiare, e Greyboard li ricorda.

Perché una sola luce e un fondale senza fine?

Un plastico si legge dai bordi. Una sola luce principale, bassa quanto basta per radere i fogli, mette un’ombra sotto ogni strato e mostra lo spessore: è da lì che si capisce che è un plastico. Il fondale senza fine, il limbo dei fotografi, toglie la linea dell’orizzonte e lo sguardo resta sulla base.

Il resto lo fa la profondità di campo. Uno sfocato morbido verso il bordo lontano dice subito che l’oggetto è piccolo e fatto a mano, proprio come una macro di un plastico vero.

Il terreno con luce dura in bianco e nero: fondale nero, una luce bassa e dura che disegna ogni bordo delle curve.

Come si fotografa un plastico architettonico?

  1. Prendi la fotocamera

    Tocca la fotocamera sul treppiede. In 700 ms il tavolo diventa uno studio: il fondale compare, la lampada e il treppiede svaniscono, la luce passa al preset.

  2. Scegli un preset

    Studio scuro per kraft e legno, Mondo bianco per il cartoncino bianco, Luce dura in bianco e nero per i terreni. Vista aerea guarda il lotto dall’alto; Sezione guarda di fronte il piano di sezione.

  3. Sposta la luce

    Imposta direzione e altezza della luce principale e la morbidezza delle ombre. Una luce bassa disegna ogni bordo delle curve di livello; una luce alta li appiattisce.

  4. Gira la base e scegli l’obiettivo

    Con due dita giri il piatto girevole. Il 35 mm abbraccia tutto il lotto; l’85 o il 135 mm schiacciano la prospettiva, come una focale lunga su un plastico vero; l’assonometria la elimina del tutto.

  5. Scatta

    Il mirino è 3:2 in orizzontale e 4:5 in verticale. L’otturatore scurisce la vista per un istante e lo scatto viene reso a 3000 px.

  6. Tieni la stampa

    Quando torni al tavolo, lo scatto è un foglio di carta fotografica, sovrapposto al precedente. Toccalo per salvare il PNG: su iPad si apre Condividi, sul computer parte il download.

    Stampe fotografiche sul tavolo dello studio, accanto alla fotocamera sul treppiede e al plastico.

La foto corrisponde al plastico che taglierai?

Per la geometria, sì. Ogni parete nella foto è una lastra con il suo spessore reale, e le stesse lastre vanno al laser o al taglierino: la foto non è mai il render di qualcosa che non si può costruire. Il colore e la grana fine di ogni foglio seguono la palette del materiale; il kraft e il tiglio veri cambiano un po’ da foglio a foglio.

Domande sulle foto

Questi plastici sono davvero fatti in Greyboard?

Sì. Ogni plastico e terreno di questa pagina è stato costruito sul tavolo di Greyboard e fotografato con i preset del suo studio.

Qual è lo sfondo migliore per fotografare un plastico?

Un fondale senza fine, così non c’è la linea dell’orizzonte: scuro per kraft e legno, bianco per il cartoncino bianco, nero per i terreni in luce dura.

Posso cambiare la luce dopo aver scelto un preset?

Sì. Direzione e altezza della luce, morbidezza delle ombre e obiettivo (35, 50, 85 o 135 mm, oppure assonometria) si possono cambiare, e lo studio li ricorda.

Posso salvare le foto?

Sì. Ogni scatto è un PNG da 3000 px. Tocca la stampa sul tavolo: su iPad va in Foto o in File, sul computer si scarica.

Gira un po’ la base. Poi scatta.

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